Dove si trova Cappella di Sant'Aspreno Il Duomo di Napoli, chiesa principale della città, è un luogo che di certo merita una bella visita per il turista che si appresta a soggiornare. La facciata della cattedrale ha subito nel corso degli anni molti cambiamenti radicali. Attualmente si presenta a navata unica coperta con volta a padiglione, al centro della quale si trova il dipinto San Gennaro prega la Trinità di Santolo Cirillo. Una porta posta sulla navata sinistra della cattedrale conduce alla basilica di Santa Restituita, un’interessante testimonianza dell’arte paleocristiana a Napoli. I confratelli che indossavano il “sacco” nero avevano il compito di dare sepoltura ai napoletani morti improvvisamente, che quindi non potevano provvedere al proprio seppellimento. In questa basilica si accede non solo alla zona archeologica che si trova sotto il Duomo, dove vi sono importanti resti della città greco-romana e paleocristiana, ma anche al battistero di San Giovanni in Fonte. Nella navata destra è posta la cappella di Nicola di Mira e del Crocifisso dove c’è il piccolo quadro della Vergine Addolorata. Il Duomo di Napoli è "contenuto" fra diversi palazzi, si trova in una via e non ha una piazza che ne consenta di ammirare al meglio l'imponente facciata. Nel progetto di Alvino fu previsto dunque l'inserimento di opere risalenti ai lavori di rifacimento di inizio Quattrocento, infatti il portale centrale, sostenuto da leoni stilofori consumati dal tempo di Tino di Camaino, così come i due portali laterali, in stile gotico internazionale, sono pressoché originali ed eseguiti su committenza del cardinale Enrico Minutolo,[3] appartengono allo scultore Antonio Baboccio da Piperno, che eseguì nella lunetta centrale anche le sculture dei Santi Pietro e Gennaro ed il Cardinale Minutolo adorante, ai lati della Madonna col Bambino ancora del Camaino. La struttura è stata costruita nel XVI secolo e dispone di sistemazioni con patio. Durante il terremoto del 1349 crollarono il campanile e la facciata, che venne ricostruita agli inizi del XV secolo in stile gotico. Una Cappella che si trova dentro alla Cattedrale, ma che non fa parte della chiesa. Il Duomo. Busti dei vescovi di Napoli (XVII-XVIII secolo) Questi monumenti sono gli unici elementi rilevanti della controfacciata. Mappa con la posizione di san gennaro na ovest di napoli (Italia), tabelle con le distanze dai centri vicini e dalle maggiori città Cappella di San Lorenzo (San Paolo de Humbertis) Alle spalle dell'altare di destra della cappella si apre infine un passaggio che conduce alla sacrestia ed alla cappella della Conciliazione, fruibili attraverso il percorso del Museo del Tesoro di san Gennaro. Il Duomo di Napoli è spesso unito al nome di San Gennaro, patrono della Città di Napoli. La Cappella è espressione dell’arte napoletana del ‘600 e si … Cappella dei Capece Minutolo Partendo da Hermes Rooms for Tourists si può esplorare a piedi tutto il centro storico di Napoli. Dove si trova san gennaro na ovest di napoli in Italia. Il Duomo risale al XIII secolo ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore 12,30; dalle ore 16,30 alle ore 19,30. In seguito al voto fatto dai partenopei al santo Gennaro durante la pestilenza del 1526, Francesco Grimaldi innalzò in segno di sua devozione, di fronte alla basilica di Santa Restituta, la reale cappella del Tesoro. In prossimità della balaustra, pressoché al centro del transetto, tramite una doppia rampa di scale a scendere si accede alla cappella del Succorpo, posta questa in linea d'aria al dì sotto della zona absidale. Quello maggiore, che si articola in tre corpi, uno nel transetto di destra e due contrapposti al termine della navata centrale, è stato costruito da Giuseppe Ruffatti nel 1974 (l'attuale conformazione risale al radicale intervento di restauro del 2009 condotto da Ponziano Bevilacqua). Storia del Duomo di Napoli Il Duomo di Napoli è un vero e proprio capolavoro monumentale tutto da scoprire. La struttura era stata decorata con mosaici e panni dipinti, collocati negli intercolumini delle navate dall'arcivescovo Attanasio I (849-872). [9] Sul lato presbiteriale è la cappella dei Capece Minutolo, all'angolo del transetto, che risulta essere quella che nel duomo meglio ha conservato l'impianto gotico originale trecentesco, vede cicli di affreschi di Montano d'Arezzo e sepolcri gotici di esponenti clericali dei Minutolo della scuola romana. Search the world's information, including webpages, images, videos and more. Il centro antico vede susseguirsi la storia e le trasformazioni della città in oltre 27 secoli di storia, dai primi insediamenti greci del VII sec. [9] La cappella di Sant'Aspreno (o Tocco di Montemiletto), la prima a destra dell'abside, presenta infine un monumento funebre di un componente della famiglia Tocco del Malvito di inizio Cinquecento, affreschi di Agostino Tesauro dello stesso secolo su Storie di sant'Aspreno e sullo zoccolo affreschi di Pietro Cavallini.[10]. Il proprietario sempre disponibile e cortese, in … Immersi nell'arte e nella cultura, con ben 10 musei nel raggio di 400 metri dalla struttura. La navata di destra si caratterizza anch'essa dalla presenza di cinque cappelle e di diversi altari e monumenti funebri lungo le pareti. Sacrestia (Cappella di San Ludovico) Anch'esso è coperto dal soffitto a cassettoni ligneo e dorato seicentesco con dipinti del Forlì con Apparizione di Gesù a Maria, del Balducci con Risurrezione e Pentecoste, Apparizione di Gesù agli apostoli e Incoronazione di Maria attribuiti ad artisti locali di scuola tardo manierista. Qui sono conservate opere di Luca Giordano e varie sculture trecentesche; dalla basilica si accede inoltre al battistero di San Giovanni in Fonte. Nel 1497 il corpo di san Gennaro fu solennemente traslato a Napoli, nel Duomo, dove si trova tuttora. Nel XIII secolo fu iniziata la costruzione dell'edificio sacro inglobando le precedenti strutture paleocristiane del battistero e della primitiva basilica; la costruzione della cattedrale comportò anche la demolizione di altre strutture, come la basilica Stefania, voluta dall'arcivescovo Stefano I (fine del V secolo - inizi del VI) e rimaneggiata dopo un incendio dall'arcivescovo Stefano II (seconda metà dell'VIII secolo), il cui quadriportico è visibile nel palazzo arcivescovile. Dei tre portali, per tradizione, quello di destra viene aperto solo in occasioni particolari, come durante le festività per san Gennaro oppure un matrimonio di un membro della famiglia Capece Minutolo. [6], Particolare della facciata principale: a sinistra il timpano del portale, a destra uno dei leoni a mo' di cariatidi, entrambe opere di Tino di Camaino e Baboccio da Piperno, La navata centrale e particolare del soffitto, Napoli, la riscoperta del dente di San Cesario, Napoli - Sepe, 20 anni di episcopato cerimonia al Duomo (27.04.12), La Cattedrale di Napoli. Luca Giordano eseguì anche le tele circolari che rappresentano i Santi patroni di Napoli, poste sui pennacchi tra le grandi arcate a ogiva. Il Duomo di Napoli, la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, la si scopre all’improvviso camminando lungo l’ottocentesca via omonima. Sotto l'arcata di ogni lato più prossima al transetto si trovano le due cantorie lignee barocche ospitanti gli organi con, sotto la cantoria di destra, un pulpito barocco con Predicazione di Gesù attribuito ad Annibale Caccavello, sotto quella di sinistra, il baldacchino gotico della cattedra episcopale dell'ultimo quarto del Trecento,[4] in parte danneggiato nel XVII secolo con la costruzione della soprastante cantoria. Il Cardinale Oliviero Carafa il 10 dicembre del 1497 diede avvio alla realizzazione di una cripta, sottostante l’altare maggiore della cattedrale, che doveva avere il compito di custodire le Sacre reliquie di San Gennaro. Insomma siamo nel cuore di Napoli, nel bel mezzo del Centro Storico, a pochi passi dai luoghi più visitati della città. [5] La terza cappella di sinistra vede addossati alle pareti ai lati del portale d'ingresso i sepolcri del cardinale Alfonso Gesualdo di Michelangelo Naccherino e Tommaso Montani e del cardinale Alfonso Carafa di ignoto autore e, più prossimi allo stesso portale della cappella, i cenotafi di tre esponenti Filomarino eseguiti da Giulio Mencaglia e Giuliano Finelli e dal Sepolcro di Andrea d'Ungheria di ignoto autore napoletano. L’opera di edificazione continuò durante il regno di Carlo II e di Roberto, sotto cui ci fu il completamento della struttura. Nella navata destra si trova la Cappella di San Gennaro che fu fatta costruire come ringraziamento di un voto fatto dai Napoletani durante la pestilenza del 1527 e l’episodio è ricordata da un’iscrizione in latino sull’ingresso. [5] Nella parete di fondo del transetto, a destra c'è il Cenotafio di Innocenzo IV, di Tommaso Malvito, che scolpì anche il bassorilievo soprastante con la Madonna col Bambino, nella parete di sinistra invece il Cenotafio di Innocenzo XII di Domenico Guidi del 1686 e più in alto invece sono collocate le portelle dipinte dei due organi barocchi, opera di Giorgio Vasari, che raffigurano rispettivamente la Natività a sinistra ed i Sette patroni di Napoli a destra;[5] queste portelle chiudevano originariamente i due organi del 1549 e del 1652, in seguito spostati nella chiesa di Santa Maria la Nova senza le ante di chiusura. Coordinate: 40°51′09.05″N 14°15′34.38″E / 40.852515°N 14.25955°E40.852515; 14.25955. Cenotafio di Innocenzo IV di Tommaso Malvito La cappella costituisce il più grande ambiente del duomo, nonché la più antica basilica di Napoli essendo stata eretta nel IV secolo. La quarta cappella, Brancaccio, vede i lavori di progettazione eseguiti da Giovanni Antonio Dosio alla fine del Cinquecento a cui hanno lavorato gli scultori Pietro Bernini e Girolamo D'Auria eseguendo il primo le sculture di San Pietro e San Paolo poste ai lati dell'ingresso marmoreo, mentre il secondo una Annunciazione in mezzorilievo ed il Padre eterno collocati sul timpano; la pala d'altare sul Battesimo di Gesù è invece di Francesco Curia. Nei pilastri sono incluse 110 colonne di granito orientale e africano. [5] La basilica di Santa Restituta è un esempio di architettura paleocristiana, essa si presenta con un'aula a tre navate divise da colonne di spoglio. [10] La cappella risulta essere un esempio di architettura rinascimentale databile tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento. I dipinti che abbelliscono la sommità delle pareti della navata e del transetto e che accarezzano le finestre raffiguranti gli Apostoli, i Padri e i Dottori della Chiesa, sono ad opera di Luca Giordano su commissione del cardinale Innico Caracciolo. Quando parte del Duomo e del torrione venne meno a causa del terremoto del 1456, le ampolle del sangue di San Gennaro erano custodite nel Tesoro Vecchio e il fatto che rimasero intatte fu considerato un vero e proprio miracolo. In questo articolo scopriremo dove si trova il Duomo di Napoli, grazie ad un percorso da seguire sul vostro Smarphone. Villa Lauro, un palazzo ottocentesco con sede a Posillipo... precedentemente si chiamava Villa Palladini, è stata poi denominata Villa Lauro per un periodo di quasi 7 anni e adesso si chiama Villa Volpicelli si trova esattamente sulla discesa di Giuseppone a mare. In sontuoso stile barocco, si trova negli appartamenti del Palazzo Reale di Napoli, una delle residenze dei Re delle Due Sicilie. [13] Questo si sviluppava dietro al duomo e sul suo lato destro, fino a via Sedil Capuano, su cui era l'ingresso principale in stile gotico. [2] Sui sedici pilastri, invece, sono sistemate le edicole con i busti dei primi sedici vescovi della città, scolpiti tra il Seicento e il Settecento. Sembra incredibile però è proprio così. Il progetto dell'Alvino è peraltro incompleto in quanto mancano le due torri campanarie ai lati del corpo centrale della struttura, i cui lavori furono interrotti all'altezza del basamento. Cappella di Santa Maria Maddalena La presenza di una comunità cristiana nel II secolo, è attestata con certezza dalle testimonianze archeologiche del complesso catacombale di Capodimonte. Il Duomo di Napoli, l’imponente cattedrale situata sull’ottocentesca via Duomo, si erige vistosa nel cuore della città greco-romana tra il decumano superiore, via Anticaglia, e il decumano maggiore, via Tribunali. In età alto medievale tutta questa zona si chiamava Platea Summae e si contraddistingueva per i numerosi edifici fortificati sia dedicati al culto che all’aristocrazia. Il Duomo di Napoli, l’imponente cattedrale situata sull’ottocentesca via Duomo, si erige vistosa nel cuore della città greco-romana tra il decumano superiore, via Anticaglia, e il decumano maggiore, via Tribunali. La facciata del Duomo, alta circa 50 metri, è dotata di tre portali: due laterali e uno centrale. Quest'ultima vede al suo interno una Maddalena in pittura di Nicola Vaccaro, mentre accanto ad essa è il Sepolcro dell'arcivescovo Antonino Sersale di Giuseppe Sanmartino; quella dell'Annunziata offre tracce di affreschi quattrocenteschi ed una Annunziata di Nicola Maria Rossi; la terza delle tre frontali, adiacente a quella Minutolo, espone invece la pala dell'Assunzione del Perugino, ordinata dal cardinale Oliviero Carafa, che vi è ritratto in posizione di orante, originariamente collocata sull'altare maggiore ed ora in una nicchia della cappella. Anche per la navata destra, così come per la sinistra, la terza cappella costituisce un grande luogo a sé stante, nato da un ente (Deputazione) rappresentante il popolo napoletano, e non appartenendo di fatto alla giurisdizione della Curia vescovile. Nel 1349 un potente sisma fece crollare l’originaria facciata di età angioina della cattedrale, insieme con la torre campanaria. Qui si aprono tre portali, di fronte alla chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova; quello di sinistra, che conduce agli uffici della Curia ed all'entrata settentrionale del duomo, è caratterizzato nella parte superiore da una scultura su San Gennaro di Giulio Mencaglia. [2] Nella facciata si aprono inoltre cinque finestre, anch'esse in stile gotico: due bifore nei due basamenti dei campanili, due trifore, una per ognuna delle due navate laterali, e la quadrifora nella navata centrale. [2] Sulle pareti della navata ci sono dipinti di Luca Giordano raffiguranti Apostoli e Dottori della Chiesa, sulla fascia superiore, ed i Santi patroni di Napoli nei clipei della fascia inferiore. Lo splendido Duomo di Napoli, che sorge maestoso lungo la via omonima, rappresenta una delle più importanti chiese della città.