Io rimango qui, faccio questa battaglia. Da un lato, c’è la qualità e la reputazione del locale. Qualche giorno dopo si presenta nel suo ristorante il boss della zona in persona che chiede a Bobò di ritirare la denuncia. Appena sopravvenuto, che non ha nulla a che vedere con le relazioni economiche. © pozzuoli21 DANILO PONTILLO P.IVA: 07355960639. Di conseguenza, a Bruno non si può più affittare un’attività, anche se si ha la certezza di un solido guadagno e, attesa la fama professionale, un indiscusso prestigio. In realtà c’è chi lo aiuta e lo supporta. Sono incapaci e devono chiudere” ECCO COSA SIGNIFICA ESSERE IMPRENDITORI IN QUESTE TERRE. POZZUOLI – Confermata in Appello la colpevolezza di Gennaro Amirante, il 39enne arrestato assieme al boss Gennaro Longobardi (di cui è genero) per un'estorsione ai danni di un ristoratore. Oltre agli inquirenti, viene assistito anche dalla FAI, Federazione delle Associazioni Italiane antiracket e antiusura, da anni sul campo per la lotta alle svariate forme di “pizzo”.Â. Il gommone di cui parla a noi risultava di proprietà del figlio ed era stato ospitato temporaneamente in banchina su richiesta di un collega ed amico puteolano de Il Mattino”. “Io rimango qui, faccio questa battaglia”. Ma nel “nostro” mese non è venuto “il gonfalone amico”. Io in casa mia non vi voglio”. Appena sopravvenuto, che non ha nulla a che vedere con le relazioni economiche. I CAPI CLAN PENSANO DI ESSERE INTOCCABILI. Inizia il proprietario del locale: “Da maggio non mi fa il contratto e vuole buttarmi fuori – continua nella sua testimonianza – Propone nuove clausole assai discutibili, avanza pretese incredibili. Stiamo parlando di Giuseppe Bruno, meglio conosciuto come “Bobò”, il ristoratore puteolano la cui denuncia è stata decisiva per l’arresto del boss Gennaro Longobardi e del genero di quest’ultimo (Gennaro Amirante), che gli avevano imposto la tangente per conto del clan. Per incutere timore dichiarano di essere stati mandati dagli “amici di Pozzuoli” evocando il boss che è riuscito a imporsi in città. Infatti, dopo alcuni giorni Gennaro Longobardi si presenta al ristorante. Il nostro ristoratore riprende a lavorare, a girare tra i tavoli dei clienti, a fare avanti e indietro dalla cucina, prendere le telefonate di prenotazione, ma non riesce a cancellare dalla sua testa quella che è stata l’affermazione più pesante fatta dal boss: “Io tengo un’agenda con i nomi dei buoni e dei cattivi. E’ il racconto di una testimonianza agghiacciante, resa in Tribunale dal ristoratore puteolano Giuseppe Bruno (meglio conosciuto col soprannome di “Bobò”) a proposito dell’arresto (avvenuto il 6 aprile scorso) del boss Gennaro Longobardi e del genero Gennaro Amirante, accusati di avergli chiesto il pizzo e catturati in seguito alla sua denuncia. Il proprietario del locale, dichiara Bobò ai giudici, solleva problemi sul rinnovo del contratto. La denuncia ai Carabinieri aiuta Bruno a riconquistare la sua dignità. Il mio problema è sempre quello di prendere tempo – prosegue Giuseppe – e spiego che al momento gli affari non vanno bene, quando miglioreranno ‘ti farò un regalino’”. Semplicemente, da pochi giorni il boss di Pozzuoli è stato arrestato a seguito della denuncia di Giuseppe Bruno, titolare di uno dei più prestigiosi ristoranti dell’area napoletana, il “ristorante BoBò”. La richiesta di soldi non viene ripetuta: l’estorsione, questa volta, viene consumata sotto altra forma, ovvero con l’imposizione dei prodotti di mare che il ristoratore utilizza per preparare le sue prelibatezze culinarie. Invece…. Dall’altro lato c’è la sicurezza, quella personale e dei familiari, quella dei 14 dipendenti. Semplicemente, da pochi giorni il boss di Pozzuoli è stato arrestato a seguito della denuncia di Giuseppe Bruno, titolare di uno dei più prestigiosi ristoranti dell’area napoletana, il “ristorante BoBò”. Non mancano i problemi con i vicini di casa adesso che quando rientra la notte è accompagnato dai carabinieri: “Sono stato denunciato perché i cani abbaiano”. Ma una volta “salpati” Pozzuoli tradisce quel fantastico paesaggio. Alloggi popolari, locali commerciali e strutture di proprietà del comune di Pozzuoli, a pagare è solo il 49% degli assegnatari. La buona notizia è contenuta nella lettera di auguri che la FAI (Federazione Antiracket Italiana) ha pubblicato sul proprio sito indirizzandola a quanti, a vario titolo, sono impegnati nella durissima lotta per combattere un fenomeno che “attanaglia migliaia di operatori, commercianti e imprenditori, facendo gonfiare le casse di clan, ‘ndrine e cosche”. Al porto di Pozzuoli. Sa bene cosa vogliono quei giovani estorsori, conosce la forza e il potere di chi li manda. Questo episodio è stato raccontato ieri mattina in un’aula del tribunale di Napoli, tra i giudici, il pubblico ministero, gli avvocati dell’imputato collegato in videoconferenza, i rappresentanti delle associazioni antiracket. Semplicemente, da pochi giorni il boss di Pozzuoli è stato arrestato a seguito della denuncia di Giuseppe Bruno, titolare di uno dei più prestigiosi ristoranti dell’area napoletana, il “ristorante BoBò”. Ma le cose cambiano. Per tanti anni è stato cameriere in un altro ristorante, poi maitre di sala, poi chef. Mesi difficili per Giuseppe che vede attorno a se solo ostacoli. E’ il mio libro nero”. La clientela cala. Le parti si incontrano per formalizzare la scrittura dell’atto, tutte le questioni sono state risolte, non c’è più alcun problema commerciale. Ma la Federazione Antiracket Italiana ci dà anche una seconda importante notizia per Bobò. Chissà quante sono ogni giorno le storie come queste nel nostro Paese, tutte avvolte nel silenzio. Purtroppo, un altro “purtroppo”, Giuseppe pensa male. ! Viene annullato il posto per il suo gommone nel porto. Sa cosa vuol dire essere imprenditori in queste terre, già nel 2009 aveva denunciato un’altra estorsione. Giuseppe pensava che grazie al suo coraggio, grazie alle indagini dei carabinieri, grazie ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria, finalmente, avrebbe ritrovato la tranquillità per lavorare in pace. Senza uno spazio adeguato vent’anni di lavoro in autonomia di Bobò svanirebbero insieme all’occupazione per quattordici dipendenti. Bruno, senza alcun tentennamento, denuncia il fatto ai Carabinieri. Morgan De Sanctis, Salvatore Aronica, Christian Maggio, Paolo Cannavaro e Cristiano Lucarelli hanno trascorso una piacevole serata in compagnia degli amici e delle loro 'dolci metà' nel noto ristorante 'Bobò' a Pozzuoli. Il ristoratore arrabbiato è Giuseppe Bruno (nella foto), meglio conosciuto come Bobò. bobò • iskra • lavoro nero • lungomare • mediterranea ristorazione • News • Pozzuoli • Primo Piano • via Napoli La denuncia di un noto ristoratore: “I miei colleghi che fanno lavorare in nero? A fargli scattare le manette ai polsi fu la denuncia da parte dell’imprenditore Giuseppe Bruno che non si piegò alla richiesta di estorsione. Ma non tutti sembrano apprezzare il gesto. Qualche giorno dopo si presenta nel suo ristorante il boss della zona … Oggi, in esclusiva, abbiamo intervistato il noto ristoratore puteolano Giuseppe Bruno, meglio conosciuto come Bobò: vittima della malavita organizzata ma non solo. Del caso di “Bobò” abbiamo già scritto il 4 novembre scorso. Articolo precedente Estorsione al ristorante “Bobò”: condannato a 8 anni il genero del boss di Pozzuoli Articolo successivo BACOLI/ «Cinque mesi senza convocare la commissione Ambiente» la denuncia dell’opposizione “Devi comprare i frutti di mare da mio genero” è il “consiglio” espresso sull’uscio, prodotti ovviamente privi di tracciabilità e venduti senza fattura. Al termine della sua testimonianza, anche commovente per alcuni riflessi personali, Giuseppe Bruno, l’eccellente ristoratore campano, ha un momento di sfogo, si rivolge alla corte: “Le persone per bene devono andare via dall’Italia? Ma la tegola più pesante, oltre ai problemi con lacamorra del territorio, è quella sul ristorante. Riceviamo e pubblichiamo da Silvio Luise, presidente della Lega Navale di Pozzuoli, le seguenti dichiarazioni: “Ho letto con grande stupore la testimonianza resa in tribunale dal signor Giuseppe Bruno relativa ad un suo presunto allontanamento dalla Lega Navale di Pozzuoli. Voglio solo verità. Giuseppe Bruno, titolare del ristorante Bobò di Pozzuoli, una vicenda recente e che ha visto già diversi risultati, come la condanna di uno degli estorsori. Da andare assolutamente… top”. “Una condanna esemplare che rende giustizia al coraggio di un imprenditore che ha deciso di rompere il muro dell’omertà”, afferma Roberta Rispoli, avvocato che fa parte del team di legali della FAI. Ecco il testo integrale dell’articolo di Tano Grasso. E persino la Palestina, in un’esperienza tra guerra e speranza, tra teatro e bombe. LA DENUNCIA – Amirante e Longobardi furono arrestati nel quartiere di Monterusciello mediante un decreto di fermo eseguito dai carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli. Abbiamo già detto di come sfuma l’affare del nuovo locale. Sono state delle complicazioni sorte dopo una broncopolmonite ad uccidere Vincenzo Cannavacciuolo, in arte Bobò. “Ben venga maggio, ben venga la rosa che dei poeti è il fiore”, canta Guccini. Ecco cosa ha dichiarato ai microfoni di Pozzuoli21. Circostanze legate alla decisione di Bobò e alle misure messe in atto dai Carabinieri su ordine della magistratura. Ad Amirante si è contestata l’aggravante di aver agito con metodo mafioso. La prima notizia è la condanna a otto anni di reclusione, con rito abbreviato, per Gennaro Amirante, commerciante ittico, genero del boss Gennaro Longobardi. Iscritti anche gli esponenti Pd "Bobò" e l'ex consigliere Pd Napoli, candidati ignari e cinque gli indagati. I vicini di casa lo denunciano perché si dicono infastiditi dai cani dell’imprenditore. Queste sono persone che non perdonano. Di conseguenza, a Bruno non si Un giorno mi manda un messaggio: ‘Hai messo a repentaglio la vita dei tuoi dipendenti, dei fornitori e di chi ti sta intorno’”. POZZUOLI - Dal mare il paesaggio è una cartolina, il porticciolo, i ristorantini, l’antica rocca del Rione Terra. “Questo – aggiunge Rispoli – deve rappresentare uno stimolo alla denuncia anche per gli altri perché è testimonianza del fatto che la giustizia sa dare risposte rapide ed efficaci”. Duro lavoro. Il teatro rimarrà per sempre la sua vita, fino all Bobò, Pozzuoli: su Tripadvisor trovi 643 recensioni imparziali su Bobò, con punteggio 3,5 su 5 e al n.100 su 434 ristoranti a Pozzuoli. Siamo un movimento politico che si pone l'obiettivo di costruire una nuova classe dirigente, nuova nei metodi e nelle pratiche. Non parlava, perché muto, sordo e microcefalo dalla nascita, eppure era un attore. POZZUOLI/ 15 nuovi varchi ZTL, scoppia la protesta: a via Napoli raccolta firme dei residenti Pozzuoli-COVID 19: si allenta la morsa del virus, 97 casi negli ultimi 7 giorni Imprenditore di Pozzuoli denuncia affollamento in carcere e viene “spedito” a 500 chilometri Siamo in terra di mafia e chi è capo di un clan pensa di poter fare sempre affidamento sull’omertà dei commercianti, spesso pecca di presunzione, pensa d’essere intoccabile. E, naturalmente, il cerchio si chiude con i clienti e con un calo di quasi la metà. “Da maggio mi cade il mondo addosso”. Appunto, noi potremmo essere 100 volte più belli di loro, ed invece ci sono decine di chilometri di costa abbandonati a se stessi da sempre! Siamo di fronte alla classica richiesta di pizzo avanzata da due “picciotti” per conto del clan camorristico. POZZUOLI. Quella di Lucio Cerasuolo che gestisce una ditta edile che lavora in tutta la Bobò, Pippo e tutta la compagnia girano il mondo, visitano l’America Latina, l’Asia e tutti i continenti. Si prosegue con la Lega Navale, nel cui sito compaiono tra gli altri i loghi del Ministero della Difesa e quello dell’Ambiente. La richiesta di soldi non viene ripetuta: l’estorsione, questa volta, viene consumata sotto altra forma, ovvero con l’imposizione dei prodotti di mare che il ristoratore utilizza per preparare le sue prelibatezze culinarie. Sono incapaci e devono chiudere” Purtroppo la previsione si rivela errata. Semplicemente, da pochi giorni il boss di Pozzuoli è stato arrestato a seguito della denuncia di Giuseppe Bruno, titolare di uno dei più prestigiosi ristoranti dell’area napoletana, il “ristorante BoBò”. Il Capitano 1890: Centrale! Tredici anni  e quattro mesi di carcere: è la condanna i nflitta oggi pomeriggio al 62enne boss Gennaro Longobardi per l’ estorsione al ristoratore puteolano Giuseppe Bruno, da tutti conosciuto con il soprannome di “Bobò”. “A gennaio scorso –si legge oggi sul portale della FAI – due giovanissimi si presentano nel suo locale e, senza troppi giri di parole, avanzano richieste estorsive, specificando una somma di millecinquecento euro di “pizzo” al mese. Merce senza tracciabilità e senza fattura. bobò • bottarga • fettuccine • Gioacchino bonsignore • giuseppe bruno • gusto • News • Pozzuoli • Primo Piano • sofia loren • tg5 • vongole • zucchine Bobò fa il bis … Qualche giorno dopo si presenta nel suo ristorante il boss della zona in persona che chiede a Bobò di ritirare la denuncia. Giuseppe nella vita non ha avuto nulla di regalato. Pozzuoli Primo Piano Imprenditore di Pozzuoli denuncia affollamento in carcere e viene “spedito” a 500 chilometri La vicenda di Angelo Esposito, dal 10 gennaio scorso in carcere dove sta scontando una pena di 6 anni e mezzo La discussione è finita, Longobardi si alza per andare via, Giuseppe tira un sospiro di sollievo, pensa di non avere più problemi. L’esistenza di una comunità solidale nei confronti di chi denuncia il “pizzo” è una componente essenziale per chi denuncia per annullare l’isolamento della vittima. Pozzuoli ORA. I falsi nella lista "Napoli Vale". Da cinque mesi è in corso una trattativa per affittare un ristorante. Appena sopravvenuto, che non ha nulla a che vedere con le relazioni economiche. C’è la somma d’ingresso, somma che potrà successivamente essere rivista, c’è l’“autorità” del mandante e del garante. Per continuare a lavorare non dovrà traslocare dalla zona del porto. Oggi, in esclusiva, abbiamo intervistato il noto ristoratore puteolano Giuseppe Bruno, meglio conosciuto come Bobò: vittima della malavita organizzata ma non solo. Freschi come l’acqua gli dicono: “Ci dispiace non c’è più posto, quello che lei aveva era provvisorio”. © pozzuoli21 DANILO PONTILLO P.IVA: 07355960639, Buone notizie per “Bobò”, il ristoratore che denunciò gli estorsori del clan, condanna a otto anni di reclusione, con rito abbreviato, per Gennaro Amirante, COVID A POZZUOLI/ Altri 10 contagiati e 5 guariti nelle ultime 24 ore, COVID A POZZUOLI/ Altri 15 contagiati e due guariti nelle ultime 24 ore, COVID A POZZUOLI/ Oggi un altro passo indietro: 37 contagiati e nessun guarito, “Rinviamo la tassa sulla spazzatura e dimezziamo quella per l’abbonamento alle strisce blu”: sos dei Cinque Stelle all’Amministrazione, “Vaccino Covid: la mia esperienza indecente oggi in ospedale”, Bradisismo, il vulcanologo Luongo chiede lumi a Figliolia: “Cosa è cambiato per far alzare il livello di attenzione al Comune?”.